Limerenza e amore: che differenza c’è?

Quando qualcuno si imbatte nel concetto di “limerence” o “limerenza”, per caso o facendo ricerche riguardo l’ossessione per una persona, la prima cosa a cui pensa leggendo la definizione è: “ma il mio caso è diverso, i miei sentimenti sono reali”. Le emozioni nella limerenza sono intense e sono certo reali, ma questo non significa che si tratti di amore. 

Sebbene amore e limerenza possano sembrare identici nelle fasi iniziali di una relazione, col passare del tempo si sviluppano in modo completamente diverso. Nella relazione amorosa, gli intensi sentimenti iniziali e la forte attrazione tendono a moderarsi nel tempo, permettendo lo sviluppo di una relazione più stabile, intima, fiduciosa e impegnata. Nella limerenza, questi sentimenti iniziali non si attenuano, ma diventano sempre più intensi, pervasivi e destabilizzanti, al punto da rendere difficile controllare i propri pensieri, sentimenti e comportamenti. (Wakin Vo 2008)

È proprio in questo momento che si crea l’illusione: l’intensità e la persistenza di queste emozioni ci portano a credere che si tratti di amore e che la persona che le suscita in noi debba necessariamente essere speciale. Ma non è così. La limerence si cristallizza a causa dell’incertezza, o rispetto ai sentimenti dell’altra persona, o rispetto al futuro della relazione, spesso ostacolato da varie difficoltà. Questo stato ci intrappola in un loop in cui si alternano euforia e depressione, guidate dalla percezione di interesse o disinteresse da parte della persona oggetto del desiderio (LO – Limerent Object).

Limerence: un’illusione ossessiva

La limerenza è uno stato emotivo intenso, quasi ossessivo, in cui si idealizza un’altra persona. Si manifesta con un colpo di fulmine e si nutre di fantasie e di aspettative irrealistiche. È spesso a senso unico, con il desiderio di ottenere l’approvazione o l’affetto dell’altra persona a qualsiasi costo, anche mostrandosi in maniera diversa da come si è realmente. La limerenza spesso fa uscire la parte peggiore di noi, ci porta a comportamenti irrazionali guidati da emozioni altalentanti incontrollabili. È accompagnata da sentimenti di frustrazione, ansia, paura e intensa gelosia. Provoca insonnia e inappetenza. È spesso l’espressione di bisogni insoddisfatti o traumi non risolti.

Amore: una connessione autentica

L’amore, al contrario, dopo la fase iniziale dell’innamoramento, si sviluppa gradualmente e si basa su una connessione reale e condivisa. È un sentimento maturo e profondo, caratterizzato dall’accettazione dei pregi e dei difetti dell’altra persona e dal desiderio di un benessere condiviso. Si fonda sulla reciprocità e su una comunicazione sincera, conducendo a un senso di appagamento e serenità. Nonostante i sentimenti, gli individui riescono a mantenere la loro razionalità e individualità, esprimendo sé stessi nella loro interezza. 

Quindi significa che se l’altra persona ricambia i sentimenti, non è limerenza ma è amore? In un certo senso sì. Come già spiegato, se i sentimenti sono ricambiati, l’infatuazione intensa nel giro di qualche mese si dissolve e può (o meno) lasciare spazio all’amore. Ma se i sentimenti non sono ricambiati (o non lo sono in maniera chiara e alla luce del sole) e la relazione è a senso unico o sbilanciata da una parte (uno dei due più infatuato dell’altro), se spesso si provano emozioni negative intense come tristezza, ansia, paura e gelosia, se l’altalena emozionale ci porta a trascurare gli altri affetti e gli altri aspetti della nostra vita, allora si tratta certamente di limerence. 

Limerence vs Amore

LimerenzaAmore
Quasi istantanea, come un colpo di fulmineSi sviluppa col tempo e con la conoscenza reciproca
Basata su fantasia e idealizzazione dell’altroBasato su esperienze condivise
Spesso a senso unicoReciproco
Si idolatrano i pregi e si ignorano i difetti dell’altroSi amano i pregi e si comprendono e accettano i difetti dell’altro
Relazione sbilanciataRelazione bilanciata
Altalena emozionaleStabilità emotiva
Desiderio, paura e intensa gelosiaConnessione emotiva, intimità
Porta a frustrazione (non è mai abbastanza)Porta benessere, appagamento
Ansia, insonnia, inappetenzaRelax, serenità
Accompagnata da pensieri intrusivi, paranoia, ossessione, comportamenti compulsivi, annebbiamento mentale, irrazionalitàPur essendo innamorato, l’individuo mantiene la propria razionalità
Comunicazione non trasparente e giochi mentaliComunicazione trasparente e sincera
Si vuole possedere l’altro a tutti i costi, anche attraverso manipolazioniSi desidera il bene e la felicità dell’altro
Si mostra una versione falsa di sé stessi per poter piacere all’altro, ci si comporta in maniera innaturaleSi mostra la versione reale di sé stessi con pregi e difetti, ci si comporta in maniera assolutamente naturale
Infatuazione a breve termine (che può evolversi o meno)Legame a lungo termine

Conclusione

Riconoscere la differenza tra limerence e amore è un passo importante per comprendere meglio le proprie emozioni. L’illusione che si tratti di amore è ciò che spesso ci impedisce di staccarci dalla persona e ci porta a protrarre nel tempo una condizione che, invece, è profondamente dannosa per noi.

Il Dr. L (Tom Bellamy) nel suo blog descrive gli aspetti negativi dell’innamoramento nel momento in cui diventa limerenza:

“Un desiderio esagerato e irresistibile per un partner inadeguato. La limerence diretta verso qualcuno incapace di creare un legame affettivo. La limerence come conseguenza di un legame incerto con un partner inaffidabile. Questo è il momento in cui le cose diventano tossiche, e la persona affetta da limerence si sente disperata, incapace di stabilizzare le proprie emozioni o di fermare l’irresistibile impulso di essere con qualcuno che è dannoso per loro. La limerence infruttuosa rappresenta probabilmente l’esperienza più intensa che io abbia mai vissuto per comprendere una dipendenza: quel senso straziante nel rendersi conto che continuare a cercare la compagnia del LO (Limerent Object – la persona oggetto dei nostri desideri) non è sensato, utile, produttivo o saggio, ma sapere che continuerai a farlo comunque. Quella strana contraddizione in cui ti rendi conto che non puoi smettere, ma sei felice di non poter smettere perché significa che ne avrai di più. Non pretendo di essere un esperto di dipendenze, ma l’unico modo per rompere l’abitudine sembra essere raggiungere il punto in cui l’euforia è svanita quasi del tutto, la sofferenza è intensificata a livelli insopportabili, e finalmente trovi la forza di smettere. – Tradotto da livingwithlimerence.com.”

2 risposte a “Limerenza e amore: che differenza c’è?”

  1. Ho un’amica che è convinta di essere innamorata di un ragazzo (un ratto!) che ha visto letteralmente due volte nella vita. Lui l’ha praticamente ghostata dopo due uscite, a parte qualche cuoricino ai suoi post ogni tanto, ma lei è sicura che sia la sua anima gemella e che lui abbia solo “paura di innamorarsi”. È da mesi che è depressa pesa perché lui di fatto non la calcola, ma lei continua a dire che non ha mai provato nulla di simile prima, quindi deve essere amore. Io cerco di farle capire che questa non è una relazione vera, che non c’è nulla di concreto e che quindi non può essere “amore” ma ogni volta mi risponde che “nessuno può capire quello che prova”. Come posso fare a farle capire che è tutto nella sua testa e che quello che sta vivendo non è amore, ma un’illusione?”

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    1. Ciao Alexia, grazie per il tuo commento!

      Ti rispondo subito dicendoti che, purtroppo, quando una persona è nel pieno della limerence, farla ragionare è quasi impossibile. Se lui fosse sparito del tutto, lei avrebbe sofferto, ma col tempo se ne sarebbe fatta una ragione. Invece, quelle poche interazioni la tengono “agganciata”, alimentano la speranza e le provocano picchi di euforia alternati a disperazione, che le fanno credere che sia amore.

      Il problema è che, in questa fase, non si può essere lucidi o razionali: è come dire a un drogato che deve smettere. Lo sa, razionalmente, ma allo stesso tempo non vuole.

      Ma è una questione di tempo: prima o poi la limerence si esaurisce, prima o poi il ‘ratto’ smetterà di interagire oppure lei dirigerà e sue attenzioni verso qualcun altro (con il rischio però di mettere in atto le stesse dinamiche..)

      Nel frattempo, quello che puoi fare è starle vicino e aiutarla a vedere le cose con più razionalità, ma senza forzarla, perché se no c’è il rischio che lei ti allontani. Dalle consigli di buon senso, per esempio investire su sé stessa e dedicarsi a qualcosa che la faccia stare bene intanto che ‘aspetta’. Se è aperta all’argomento, potresti anche suggerirle di leggere qualche articolo di questo blog, magari partendo da quelli meno scientifici e più empatici, come I giorni bui o Riprenditi il controllo.

      Purtroppo, capire di essere in limerence non basta a uscirne, è solo l’inizio di un percorso lungo e faticoso, in cui il lavoro su sé stessi è fondamentale! Deve capire quali sono i suoi bisogni e desideri non soddisfatti, e se le dinamiche tossiche che la attirano sono in realtà frutto di qualche “trauma” (anche lieve) passato. Per questo un percorso di terapia è sempre di grande aiuto.

      In bocca al lupo!!

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CHI SONO

Mi chiamo Nada. Non sono una psicologa né una neuroscienziata, ma una ricercatrice che ha vissuto in prima persona l’esperienza della limerence. Il mio obiettivo è raccogliere e condividere le migliori fonti e informazioni disponibili per aiutare chi si trova alle prese con questa condizione, offrendo supporto e comprensione attraverso la conoscenza.

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